Stile mediterraneo

pubblicato in: APPUNTI | 0

Ancel Keys e la “dieta mediterranea”

Colui che per primo coniò l’espressione “dieta mediterranea” fu Ancel Keys, biologo e studioso dell’influenza dell’alimentazione sulle malattie cardiovascolari. Dopo gli studi negli Stati Uniti, dove legò il suo nome alla celeberrima “razione K” (kit alimentare giornaliero di sussistenza distribuito alle truppe americane durante la seconda guerra mondiale) si trasferì in Italia, a Pioppi nel Cilento, dove ebbe modo di studiare l’alimentazione della popolazione locale basata essenzialmente su cereali spesso integrali, verdura, frutta, pesce e pochissimi carne e grassi, quest’ultimi costituiti quasi esclusivamente da olio extravergine d’oliva.
Iniziò così a divulgare questo regime alimentare e a sottoporre ad esso i suoi pazienti, riscontrando una notevole riduzione di eventi cardiovascolari anche gravi.
Scrisse il libro Come mangiare bene e stare bene: lo stile mediterraneo, che portò il concetto di dieta mediterranea in tutto il mondo.

Ma più in particolare cosa prevede la “dieta mediterranea”?

Innanzittutto è uno stile alimentare che privilegia i carboidrati, meglio se integrali: devono costituire almeno il 60% dell’introito calorico giornaliero.
Essi si trovano essenzialmente in pasta, pane, patate e ancora in frutta e verdura. Durante la digestione vengono trasformati in glucosio e costituiscono il motore di cellule e tessuti.
Le proteine sono, dal canto loro, i mattoni per la costruzione di organi e tessuti. Li ritroviamo principalmente nelle carni, nel pesce, nel latte, nelle uova e nei legumi. La “dieta mediterranea” prevede l’assunzione giornaliera del 15% delle calorie totali di proteine meglio se di origine vegetale, come quelle presenti in fagioli, lenticchie, ceci e limitando quelle derivanti soprattutto dalla carne.
Da ultimo i grassi; essi costituiscono una riserva energetica in quanto, rispetto ai carboidrati, vengono utilizzati più lentamente. Secondo i dettami dello “stile mediterraneo” dovrebbero garantire il 30% del provente calorico giornaliero ed essere costituiti essenzialmente dall’olio extra vergine d’oliva in quanto ricco di acidi grassi mono e poli-insaturi: omega 9, omega 6, omega 3 e povero di acidi grassi saturi, dannosi per il nostro corpo.
Proprio per queste sue peculiarità l’olio extravergine rappresenta il mezzo terapeutico fondamentale per prevenire innanzittutto, ma sicuramente anche per migliorare le patologie cardiovascolari e le sindromi metaboliche e, assieme a cereali integrali e proteine vegetali, qualifica lo “stile mediterraneo” nel mondo.