Quella pelle a buccia d’arancia…

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La cellulite è un inestetismo dovuto ad una alterazione del tessuto sottocutaneo, particolarmente ricco di cellule adipose, innescata da una cattiva circolazione con rallentamento del flusso sanguigno che comporta un aumento di volume degli adipociti, una stasi dei liquidi intercellulari e ritenzione idrica. Questo pannicolo adiposo posto sotto l’epidermide è dotato di una sua vascolarizzazione attraverso cui fornisce energia o la accumula sotto forma di grasso ed è espressione del metabolismo individuale cosicché si riduce quando il bilancio calorico è negativo per effetto di una diminuita introduzione calorica o di una aumentata attività fisica e aumenta allorquando aumenta il bilancio calorico. È possibile distinguere tre stadi evolutivi della cellulite:

– una fase edematosa in cui il ristagno di liquidi nei tessuti porta alla formazione di gonfiori localizzati soprattutto alle cosce, alle braccia e ai polpacci;

– i liquidi stagnanti nei tessuti adiposi sono i responsabili della formazione di noduli e della cosiddetta fase fibrosa. In conseguenza a ciò l’epidermide assume l’aspetto tipico detto “a buccia d’arancia”;

– infine la fase sclerotica che vede la formazione di noduli di grandi dimensioni. IL tessuto adiposo, e di conseguenza l’epidermide, diventa duro e dolente al tatto. La regressione da questa fase ahimè non è più possibile.

Sicuramente alla formazione della cellulite concorrono dei fattori genetici ed ormonali non modificabili e cause dettate da cattive abitudini che possono essere corrette: abuso di sale, proteine, caffè, alcool, fumo, sbalzi di peso, diete ricche di grassi animali, sedentarietà… L’utilizzo poi di indumenti troppo attillati e scarpe alte e strette che ostacolano il ritorno venoso e linfatico può creare i presupposti alla cellulite o aggravarne i sintomi.

Come si diceva, al di fuori della cellulite da cause genetiche e costituzionali non modificabili pensiamo ad esempio al fenotipo mediterraneo che possiede un corredo ormonale particolarmente ricco di estrogeni ormoni responsabili nella donna della conformazione “a pera”, ma anche di ritenzione idrica e stasi circolatoria, viceversa molto si può fare quando a determinare questo inestetismo sono cause non costituzionali.

A tal proposito molto importante è seguire un’alimentazione corretta ed equilibrata evitando o limitando l’utilizzo di sale e cibi grassi, piccanti e salati, fritti, salumi, sostanze nervine come cioccolato, caffè e thè, bevande alcoliche e favorendo il consumo di frutta e verdure per depurare l’organismo e soprattutto per l’apporto di vitamine e minerali. Fra questi si dovrebbero privilegiare banane, kiwi, meloni per il loro contenuto in potassio, e ananas per la sua azione antiedemigena e antiinfiammatoria; da favorire anche la vitamina A che contrasta la perdita di elasticità dei tessuti, la vitamina C che rinforza le pareti dei vasi sanguigni e linfatici e la vitamina E che rigenera il tessuto connettivo; bere molta acqua per migliorare la diuresi ed eliminare in tal modo le tossine dell’organismo.

Ad una dieta corretta poi è opportuno associare un’attività fisica costante, cioè almeno in tre giorni la settimana, questo per ottenere un miglioramento del tono muscolare, bruciare i grassi in eccesso e riattivare la circolazione. Da preferire sono le attività a lunga durata ma non di elevata intensità in quanto queste ultime portano alla formazione di acido lattico che come tossina muscolare ha effetti negativi sulla circolazione e sull’ossigenazione dei tessuti. Ottimi sport: la camminata veloce, il ciclismo, il nuoto…

Infine può risultare utile associare dei trattamenti specifici localizzati che migliorino il microcircolo e il drenaggio linfatico.

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