Quando il sonno tarda a venire…

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Il sonno è una delle funzioni vitali dell’organismo umano: dormendo si passa più di un terzo della nostra vita.

Se è vero che le ore di sonno per raggiungere il benessere fisico e psichico sono soggettive, variando dalle 2/3 ore per notte dei più “sonnambuli” alle 10/12 dei più dormiglioni, in generale nell’adulto “normale” 7/8 sono le ore di un reale sonno ristoratore.
L’insonnia, ossia la mancanza di sonno, è una delle patologie che più frequentemente ci inducono a ricorrere al consiglio del medico o del farmacista di fiducia e ad un intervento terapeutico. Infatti essa determina, nel soggetto colpito, una situazione invalidante, poiché induce un senso di stanchezza e di scarso rendimento diurno e, aumentando la tensione e l’irritabilità, rende la persona ancora meno predisposta all’addormentamento. Si instaura così un circolo vizioso da cui è difficile uscire.
Le cause più comuni di mancanza di sonno sono ansia, depressione, conflitti familiari o lavorativi, problemi fisici. In genere l’ansia causa difficoltà di addormentamento, mentre la depressione determina risvegli precoci. Spesso tuttavia sono presenti entrambe le problematiche.
Oltre alle insonnie vere e proprie ci sono poi i disturbi del ritmo sonno-veglia. Tipica, per esempio, è la sindrome del sonno anticipato, comune nelle persone anziane, caratterizzata dall’esigenza di dormire molto presto la sera e svegliarsi poi alle prime luci dell’alba; oppure la sindrome del jet-lag, o mal di fuso, tipica di chi viaggia spostandosi ad est o ad ovest di più di tre fusi orari e dovuta al dissincronismo fra sonno-veglia e oscillazione circadiana dell’organismo che si manifesta con malessere fisico e psicologico.
L’insonnia può essere affrontata con terapia farmacologica, naturale e comportamentale.

La terapia farmacologica prevede come categoria di farmaci di elezione le benzodiazepine, le quali facilitano il sonno riducendo il tempo dell’addormentamento. In base al tempo di permanenza di queste molecole nell’organismo prima di essere metabolizzate ed eliminate, vengono distinte in benzodiazepine a lunga, a intermedia e breve emivita, e indirizzate, quindi, ai diversi tipi di insonnia. La loro assunzione deve avvenire sotto stretto controllo medico.
Il trattamento naturale prevede l’utilizzo di diverse specie vegetali da sole o in associazione fra loro. Le più usate sono sicuramente la Valeriana, la Passiflora, la Melissa, la Griffonia, l’Escolzia, oltre naturalmente alla Camomilla e al Tiglio.

Fra tutte, la Valeriana è usata fin dall’antichità per la sua azione calmante e benefica nel favorire il sonno senza provocare sonnolenza al risveglio; la Griffonia è una pianta africana dai cui semi si ricava il 5-idrossitriptofano, un amminoacido che viene convertito in serotonina, la cui insufficienza sembra essere associata a insonnia, depressione, problematiche dell’umore.

Altro ormone utile soprattutto nella difficoltà di addormentamento e nella cura del jet-lag è la melatonina. Esso infatti regola il ritmo sonno-veglia, andando a ripristinare i naturali ritmi biologici in quanto la sua escrezione è regolata dalla luce: quando lo stimolo luminoso arriva alla retina viene inibita la sua escrezione, viceversa il buio ne stimola il rilascio.
La terapia comportamentale è molto importante nel trattamento dell’insonnia. Imparare ad affrontare i problemi con calma e dedicare del tempo ad attività fisiche e mentali rappresentano delle prassi utili a favorire il rilassamento e il buon riposo notturno.

Non bere bevande eccitanti fin dal primo pomeriggio ed evitare l’eccesso di alcool la sera a cena e nel dopocena. Mantenere il più possibile la regolarità degli orari di addormentamento e di sveglia.
Fare proprio un rituale prima dell’addormentamento: assumere una tisana, fare un bagno caldo, spalmarsi una crema corpo o degli oli essenziali. Tali abitudini determinano un’azione distensiva rilassante e perciò vanno compiute come dei piccoli piaceri, concedendo loro il tempo necessario. Riuscendo ad attivare uno stato di rilassato benessere si è più predisposti a lasciarci alle spalle problematiche e conflitti non risolti o che ci attendono per l’indomani.
Se il problema è un’insonnia con continui risvegli, la regola prima è: non angosciarsi, tentare di rilassarsi e provare a riaddormentarsi. Se non ci si riesce è preferibile alzarsi e svolgere qualche attività manuale poco impegnativa o leggere un po’, prima di ritentare la sorte.
Ma vi aspettiamo in Farmacia per altri utili consigli!