Omega3

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Chimicamente questi composti sono degli acidi grassi essenziali, che l’organismo non è in grado di sintetizzare e che quindi devono essere introdotti con l’alimentazione. Ce ne sono di diversi tipi: di origine vegetale che fanno capo all’acido linolenico (ALA) e di derivazione animale, soprattutto da pesce di mari freddi come salmoni, acciughe, sgombri, tonni, ecc., come l’EPA o acido eicosapentaenoico e il DHA ossia l’acido docosaesoenoico. L’organizzazione mondiale della sanità suggerisce di assumere giornalmene almeno 250 mg di acidi grassi per contribuire alla normale funzione cardiaca.

Vi sono poi delle condizioni particolari che necessitano di un apporto maggiore di omega3: bambini, atleti, donne in gravidanza e in menopausa.

Le proprietà degli omega3 si esplicano soprattutto a livello cardiovascolare grazie alla loro capacità di ridurre i trigliceridi e il colesterolo “cattivo” LDL nel sangue, di abbassare la pressione arteriosa e di diminuire l’aggregazione piastrinica e quindi la formazione di trombi nel sangue. In realtà, quindi, gli omega3 aiutano a prevenire tutte quelle patologie degenerative soprattutto cardiache, proteggendo le pareti dei vasi sanguigni dalla formazione di placche arteriosclerotiche.

Oltre a ciò questi composti migliorano il ritmo cardiaco, evitando l’insorgere di aritmie; riducono il rischio di tumori in quanto contrastano gli stati infiammatori; stimolano la memoria e la concentrazione in quanto favoriscono il funzionamento delle cellule nervose, facilitandone la loro interazione; ritardano i processi degenerativi del cervello, compreso l’Alzheimer favorendo il processo di autoriparazione delle cellule nervose; riducono il rischio di insorgenza del diabete di tipo 2 grazie all’azione antiinfiammatoria e sul metabolismo dei lipidi.

Da studi epidemiologici iniziati intorno agli anni ’70 si è evidenziato come le popolazioni eschimesi che si cibano prevalentemente di pesci provenienti dalla Groenlandia e dai mari artici, siano quasi del tutto esenti da malattie cardiovascolari. Più recentemente è stato riportato un importante studio su pazienti colpiti da infarto miocardico, secondo cui la somministrazione di acidi grassi polinsaturi omega3 riduce considerevolmente la mortalità legata a questa patologia. Altri studi tuttora in corso sono legati all’utilizzo degli omega3 sia nel morbo di Crohn, patologia flogistica cronica a carico dell’intestino dove sembrerebbero avere un’attività antiinfiammatoria, sia nell’ambito della nutrizione pre e neonatale dove gli omega3 sembrerebbero favorire lo sviluppo del bambino.

Per quanto concerne le malattie cardiovascolari la prevenzione si attua sia eliminandone i fattori di rischio come obesità, fumo e sedentarietà, sia osservando una dieta equilibrata: bene la classica dieta mediterranea ricca di carboidrati, verdure, frutta e olio extravergine d’oliva incentivando il consumo di pesce a 2/3 pasti la settimana. Altre fonti di omega3 sono la frutta secca come noci, nocciole, mandorle, i legumi tra cui piselli, ceci, soia, lenticchie, fagioli, e poi cereali, semi di chia, oli vegetali ed alcune alghe.

In tutti i casi in cui l’apporto quotidiano non è sufficiente a coprire il fabbisogno giornaliero ci vengono in aiuto i molteplici integratori contenenti omega3 o loro precursori variamente mescolati che troverete in farmacia assieme ad altri utili consigli.