L’influenza

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Quest’anno, secondo l’ultimo bollettino dell’Istituto Superiore di Sanità, sono già 1,4 milioni gli italiani a letto con l’influenza.

L’influenza è una malattia infettiva acuta, molto contagiosa che colpisce le vie respiratorie superiori ed inferiori e che si manifesta con febbre, tosse, malessere generale e dolori muscolari. I microorganismi responsabili sono dei virus ed esattamente 3 ceppi: il virus A, il più comune, il virus di tipo B e il C poco diffuso. Il virus A è quello che causa la sintomatologia più grave ed è responsabile di epidemie importanti, con una diffusione ampia nella popolazione. Generalmente colpisce ogni 2/3 anni.

Il virus di tipo B è meno diffuso e generalmente dà origine ad infezioni che comportano sintomi più lievi, tuttavia è responsabile di rilevanti epidemie ogni 3/5 anni.

Il virus di tipo C infine induce una forma di influenza molto lieve, con sintomi simili a quelli di un raffreddore, un lieve malessere che spesso passa dopo un giorno di riposo.

Tutti e tre questi ceppi possono mutare, dandone origine a dei nuovi, cosicché non è possibile sviluppare un’immunità permanente all’influenza e ogni inverno ci si trova a combattere con un diverso tipo di influenza a cui le cellule del sistema immunitario devono adeguarsi. Allo stesso modo è necessario produrre ogni anno nuovi vaccini in base alle previsioni dei ceppi che causeranno la malattia.

L’infezione si tramette per via aerea, mediante le goccioline di saliva emesse con la tosse, gli starnuti e le conversazioni oppure per contatto con oggetti o superfici contaminate: sui mezzi pubblici, negli spazi chiusi in comune come palestre, cinema, scuole… I virus influenzali possono persistere per qualche settimana all’esterno del corpo a temperature prossime allo 0°C, mentre vengono inattivati dal calore, dai raggi UV e dai comuni disinfettanti.

L’influenza ha un’incubazione piuttosto breve, da poche ore fino a tre giorni, insorge con caratteristiche aspecifiche come brividi, febbre da moderata a elevata, cefalea soprattutto frontale, mialgie diffuse, stato di prostrazione generale; in seguito subentrano i sintomi respiratori: rinorrea, starnuti, lacrimazione e tosse. Talvolta, soprattutto nei bambini, si aggiungono manifestazioni gastrointestinali come nausea, vomito e diarrea.

La guarigione dall’infezione avviene in 3/6 giorni, però essa in genere lascia una spossatezza generale che perdura anche alcune settimane. Altre volte però la malattia può complicarsi con superinfezioni batteriche. I virus, infatti, distruggono le cellule della mucosa respiratoria, favorendo in tal modo la penetrazione di agenti patogeni batterici a loro volta responsabili di bronchiti, polmoniti, broncopolmoniti, otiti e sinusiti.

Tutte queste complicanze sono più frequenti negli anziani, nei bambini e nei soggetti con malattie croniche come diabete, asma, malattie cardiovascolari…

La prevenzione dell’influenza si attua in prima istanza mantenendo in salute il proprio sistema immunitario anche tramite una dieta sana ed equilibrata associata ad uno stile di vita attivo. Molto importanti risultano le normi igieniche di base come il portare le mani alla bocca quando si tossisce e starnutisce e lavandole con regolarità durante la giornata.

La vaccinazione è il mezzo più efficace e sicuro per prevenire l’influenza e ridurne le complicanze. È offerta gratuitamente alle persone che rientrano nelle categorie a rischio.

E se nonostante tutte le nostre precauzioni ne fossimo colpiti, in assenza di complicanze, la terapia è sintomatica e prevede innanzitutto il riposo, la generosa somministrazione di liquidi, il consumo di pasti leggeri e all’occorrenza, il ricorso a farmaci antipiretici e antidolorifici. È sempre utile ricordare che gli antibiotici sono del tutto inefficaci nella terapia dell’influenza, se non addirittura dannosi in quanto indeboliscono ulteriormente le difese immunitarie e sono da usare solo in presenza di complicanze batteriche e prescritti dal proprio medico.