La meningite

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Questo termine sta ad indicare uno stato infiammatorio delle meningi e cioè di quelle membrane, poste sotto il rivestimento osseo rappresentato dal cranio, che rivestono e proteggono l’encefalo.

Batteri, virus o funghi possono essere i responsabili di questa affezione che, solo raramente, può essere causata da tumori cerebrali, malattie sistemiche o lesioni fisiche.

La meningite virale è la forma più comune e meno grave; i virus responsabili sono degli enterovirus che solitamente causano infezioni intestinali, ma che possono diffondere per contatto con oggetti contaminati o tramite colpi di tosse o starnuti, e gli herpes virus noti per essere i responsabili dell’herpes labiale o genitale. In passato anche i virus del morbillo, della rosolia e della parotite sono stati responsabili di molte meningiti virali, per fortuna, grazie alle vaccinazioni di massa, queste hanno subito una drastica riduzione.

La meningite di origine batterica, purtroppo, è balzata ultimamente agli onori della cronaca ed è la più pericolosa in quanto può portare a danni permanenti se non addirittura alla morte. I batteri responsabili di questa tanto temuta forma di meningite sono: il meningococco con i suoi sottotipi (A, B, C, W135, Y), il pneumococco e l’haemophilus influenzale di tipo B, questi ultimi due solitamente causano infezioni alle prime vie respiratorie, otiti, polmoniti, ma in soggetti immunodepressi o nei bambini, categorie che presentano basse difese immunitarie, possono scatenare meningiti.

Molto più rare le meningiti fungine e in genere riguardano esclusivamente soggetti immunodepressi.

La trasmissione della meningite infettiva da soggetto infetto a soggetto sano avviene per via aerea tramite tosse, starnuti o semplicemente con contatti ravvicinati di almeno 4 ore. Ovviamente la convivenza di molte persone in ambienti comuni ne facilita la diffusione. Una volta inalato l’agente infettante può provocare un’infezione locale (naso, faringe, bronchi…) oppure diffondere nel sangue e raggiungere il sistema nervoso centrale e di lì, le meningi.

La difficoltà più grande è quella di una diagnosi precoce, in quanto i sintomi sono simili a quelli di una banale influenza e sono analoghi, qualsiasi sia il tipo di meningite contratta.

I sintomi vanno dalla cefalea alla mancanza di appetito e alla sonnolenza. In seguito febbre molto alta, con mani e piedi freddi, nausea, vomito, confusione, dolore muscolare intenso, irrigidimento della nuca (il soggetto non riesce a piegare la testa in avanti), convulsioni, crisi epilettiche. Le complicanze che purtroppo nella meningite batterica possono essere letali, sono la setticemia cioè la propagazione dell’infezione batterica a tutto il corpo e l’encefalite, cioè l’infiammazione di tutto l’encefalo. Le complicanze fortunatamente sono rare nelle meningiti virali e fungine.

Rx torace e TAC cerebrale, esami del sangue attraverso cui è possibile determinare la natura dell’agente infettante e puntura lombare con cui viene prelevato e analizzato il liquor spinale, costituiscono gli approcci ideali per fare diagnosi.

Per sconfiggere questa malattia molto si può fare in prevenzione grazie al ricorso ai vaccini: contro il pneumococco, contro l’haemophilus, un vaccino tetravalente contro i quattro sottotipi di meningococco e un vaccino “coniugato” contro il meningococco C, la cui efficacia è dimostrata intorno al 100%, offre una protezione duratura perché stimola sia la produzione di anticorpi sia la memoria del sistema immunitario, adatto a tutte le età a partire dai due mesi.