Intestino ok

pubblicato in: APPUNTI | 0

L’intestino è l’area più estesa dell’organismo: quasi 300 metri quadrati che mediamente, nell’arco della vita, viene attraversata da circa 30 tonnellate di cibo e 50.000 litri di liquidi… da tutto ciò si può evincere come lo stato di salute del nostro intestino rivesta un’importanza fondamentale.

Col termine disbiosi si intende un’alterazione della flora batterica che alberga nell’intestino. Normalmente essa è formata da ceppi batterici “buoni” che dovrebbero prevalere e impedire la proliferazione dei patogeni: in questo modo viene garantita la corretta funzionalità intestinale da cui consegue la salute dell’intero organismo. Ed in effetti un’alterata funzionalità intestinale può essere causa di problematiche gastro-intestinali come gonfiori, meteorismo, flatulenza, disturbi digestivi, diarrea, stipsi, cefalea post-prandiale, coliti; ma anche stanchezza cronica, infezioni come cistiti e candidosi a ripetizione, disturbi infiammatori sistemici e, infine, per aumentata permeabilità intestinale, intolleranze, allergia, asma e malattie autoimmuni…

Le cause di disbiosi possono essere ricondotte al nostro stile di vita e alla nostra alimentazione. Alimentazione poco varia, eccessivo consumo di cibi raffinati o di cibi pronti, ricchi di additivi e conservanti, stile di vita frenetico e stressante, sedentarietà, abuso di farmaci soprattutto antibiotici e antiacidi, tutto ciò può portare all’accumulo di residui alimentari che tendono a privilegiare alcuni ceppi batterici che, di conseguenza, si sviluppano enormemente a danno di altre colonie. Infatti la flora batterica intestinale si nutre di cibo non assorbito dall’organismo ed ogni ceppo predilige delle molecole nutritive specifiche.

Ora in Farmacia Emanuela Lago è possibile controllare il proprio benessere intestinale: con dei test specifici viene valutata la funzionalità intestinale; la quantità di flora batterica “buona”, appartenente cioè ai lattobacilli e ai bifidobatteri o di flora patogena e fra questa salmonelle, clostridium e candida; oppure, dosando dei particolari metaboliti, viene determinata qual è la porzione di intestino interessata ad una eventuale disbiosi e il tipo, cioè se di natura fermentativa o putrefattiva; oppure, infine, viene approfondito lo stato infiammatorio della mucosa intestinale.

Come si diceva sopra la disbiosi può essere di due tipi:

– “fermentativa” quando ad accumularsi sono spezzoni di zuccheri e carboidrati (pane, pasta, pizza, zucchero, dolci); la porzione di intestino interessata è il primo tratto, cioè il tenue ed è caratterizzata da gonfiore, pancia tesa, stipsi o diarrea;

– “putrefattiva” quando il consumo eccessivo e di conseguenza l’accumulo, riguarda proteine e grassi (carni, salumi, burro, formaggi), la porzione interessata è il colon, i sintomi più comuni sono flatulenza, alitosi e meteorismo.

Per prevenire o trattare le forme più lievi di disbiosi è sufficiente adottare delle sane abitudini alimentari: evitare gli eccessi, non mescolare troppi alimenti nello stesso pasto o far frequente uso di alimenti conservati; cercare di condurre una vita sana ed attiva e non frenetica. Se ciò non dovesse essere sufficiente il consiglio è quello di effettuare uno dei test disponibili in farmacia in modo da individuare il tipo di problema e il tratto intestinale interessato. Quindi, è possibile intervenire in maniera mirata tramite protocolli alimentari e terapia probiotica specifica.

Importante a questo proposito ricordare che i fermenti lattici o probiotici non sono tutti uguali e per essere realmente efficaci devono avere delle caratteristiche generali:

– devono essere fermenti vivi o rivificabili;

– devono essere capaci di aderire alle pareti intestinali;

– devono essere ben tollerati e riconosciuti dal nostro sistema immunitario;

– devono resistere all’acidità gastrica per poter transitare indenni attraverso lo stomaco e giungere così integri nell’intestino;

La scelta fra i vari ceppi poi, deve dipendere dal tipo di disbiosi: se la disbiosi è fermentativa i ceppi più indicati sono i lattobacilli: casei, paracasei, acidofilus e ramnosus.

Nel caso dai test eseguiti sia stata evidenziata una disbiosi putrefattiva, prerogativa del colon,  i ceppi consigliati sono i bifidobatteri: bifidum, longum, breve.

Per ulteriori approfondimenti e consigli non esitate a passare in Farmacia.