Curcuma, spezia della salute

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La “Curcuma longa” o più semplicemente curcuma, è una pianta erbacea originaria dall’isola di Giava in Indonesia e coltivata anche in Cina e India. Usata fin nell’antichità per le sue proprietà terapeutiche e per colorare di giallo stoffe e tessuti, è stata introdotta in Europa dagli arabi che dall’Oriente l’hanno portata fino a noi col nome di Kurkum, cioè zafferano.

Benché con quest’ultima spezia la curcuma non possegga alcuna parentela se non il potere colorante, il nome gli è rimasto, così come quello meno conosciuto di zafferano dei poveri o zafferano delle Indie…

La parte utilizzata è il rizoma, da cui si estraggono i composti attivi: la curcumina, la dimetossicurcumina, la bisdimetossicurcumina e un olio essenziale.

Oltre all’impiego come aromatizzante in cucina e colorante, la curcuma possiede un’ampia gamma di attività farmacologiche che la rendono unica.

Innanzitutto le viene riconosciuta un’azione antiossidante e antiaging del tutto simile a quella degli antiox più conosciuti come la vitamina E e la vitamina C.

Possiede poi una notevole azione antiinfiammatoria diretta dovuta all’inibizione, ad opera della curcumina, di alcuni composti implicati nel processo infiammatorio, e un’azione indiretta dovuta alla stimolazione della secrezione di ormoni corticosteroidi, composti appunto antiinfiammatori.

A livello gastrico e intestinale, poi, la curcuma ha un effetto protettivo e antinfiammatorio, sfruttati nell’esofagite da reflusso, nell’eradicazione dell’Helicobacter pylori, nel morbo di Crohnm, nella retto-colite ulcerosa.

Il campo di applicazione più recente dei curcuminoidi è quello sulle forme di deficit cognitivo, di cui il morbo di Alzheimer è il più grave. Le ricerche in tal senso sono iniziate in base alla considerazione che in tutte le popolazioni che consumano grandi quantità di curcuma come alimento, le malattie degenerative sono pressoché sconosciute. Di qui gli studi che hanno dimostrato come i curcuminoidi contenuti superano la barriera ematoencefalica, impediscono le modifiche cerebrali che conducono all’Alzheimer e ne contrastano l’evoluzione.

L’utilità della curcumina nella prevenzione della demenza senile è avvalorata anche dalla sua attività antiaggregante piastrinica e antitrombotica, documentate di recente.

Molto studiata è pure la sua azione antitumorale dovuta ad una serie di meccanismi inibitori e di interferenza su enzimi e cellule anomale. Da ciò le curcumine oltre a prevenire la trasformazione neoplastica ed inibire la crescita tumorale, risultano possedere anche un’azione anti-metastasica. Numerosi sono ormai gli studi che rilevano come la curcumina ha ridotto sia il numero che il volume di tumori gastrointestinali, mammari, polmonari, urogenitali, ovarici, ma anche di vari tipi di sarcomi e melanomi.

Da ultimo si deve ricordare come la curcumina ha un effetto provato sulla diminuzione della tossicità dei vari chemioterapici, effetto utilizzato in corso di chemioterapia antitumorale.

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