Bruciori stagionali

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In primavera moltissime sono le persone che accusano una recrudescenza di disturbi digestivi in particolar modo gastrite e reflusso gastro-esofageo.

Colpa solo del tempo o anche colpa nostra?

Indubbiamente il cambio di stagione può stimolare quelle vie nervose e ormonali che favoriscono un eccesso di secrezione acida nello stomaco, che è la causa principale di gastriti e reflusso, però fattori scatenanti o aggravanti di queste due affezioni sono: stress; fumo; abuso di cibi piccanti iperlipidici o irritanti per lo stomaco; trattamenti farmacologici.

Gli anziani rappresentano forse la categoria più a rischio in quanto la parete gastrica tende ad indebolirsi con l’età.

Per gastrite s’intende l’infiammazione della mucosa che riveste internamente lo stomaco determinata o da una aumentata produzione di acido o da una diminuita difesa della mucosa stessa oppure da entrambi i fattori. Si manifesta con bruciore, difficoltà a digerire, crampi, flatulenza e meteorismo, a volte anche con nausea o vomito.
Si parla di reflusso gastro-esofageo quando il succo gastrico dallo stomaco refluisce nell’esofago irritandone la parete interna, che non è strutturata per resistere all’aggressione acida, come invece è quella dello stomaco. I sintomi sono soggettivi ma per lo più rappresentati da pirosi, ossia bruciore riferito retro-sternale e rigurgito, acidità, tosse…

Se per le gastriti croniche sono necessarie approfondite indagini diagnostiche e terapie farmacologiche mirate, per le gastriti stagionali, sporadiche, in genere è sufficiente correggere abitudini alimentari sbagliate, seguendo delle regole di “buona condotta”.
Poiché l’eccesso di cibo è una delle cause di iperproduzione acida nello stomaco e di conseguenza di allungamento dei tempi di digestione, è opportuno astenersi da abbuffate e fare piccoli e frequenti spuntini nel corso della giornata.

Sono da evitare cibi grassi e fritti, cibi conservati o affumicati o sott’olio, cibi o troppo freddi o troppo caldi; vanno ridotti o aboliti caffè, thè, bevande alcoliche e bibite gasate; le spezie, il cioccolato e le gomme da masticare; parimenti tutta la frutta acidula come limoni, arance, pompelmi e la frutta secca.

Il latte essendo un cibo alcalino, ha un immediato effetto positivo, in quanto va a tamponare l’acidità del contenuto gastrico; però, soprattutto quello intero, è ricco di grassi che aumentano l’acidità e rallentano lo svuotamento gastrico, per cui è consigliabile prediligere i latti scremati e non esagerare nella quantità.

Bene invece riso, avena, verdure cotte, patate, finocchi e carote, mele, pere e banane. Consigliabile è bere molta acqua: la saliva e i liquidi in generale proteggono la mucosa esofagea dai succhi gastrici.

Altra consuetudine da rifuggire è quella del riposino post-prandiale: il mettersi in posizione orizzontale subito dopo il pasto facilita la risalita degli acidi dallo stomaco nell’esofago; viceversa lo svuotamento dello stomaco viene accelerato, con riduzione della sensazione di pesantezza e bruciore, rimanendo a tavola o meglio facendo una breve passeggiata.

Se nonostante tutti questi accorgimenti i fastidiosi disturbi permangono, vengono in aiuto innumerevoli rimedi naturali a base di camomilla (spasmolitica e lenitiva), malva (ricca di mucillagini a protezione gastrica), liquirizia (mucoprotettrice, spasmolitica e cicatrizzante), menta (antispastica), aloe (cicatrizzante e lenitiva)… Ma passate in Farmacia per ulteriori informazioni.